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In difesa dell’acqua

Puntata andata in onda in Fm nell’estate 2013, dopo la marcia “Come un fiume per i fiumi” svoltasi sotto un sole cocente da Taibon ad Agordo, per dire di no a un ennesimo progetto di centrale idroelettrica in provincia di Belluno.

La mobilitazione popolare contro il massacro dei corsi d’acqua belluensi va avanti da anni e ha ottenuto vari successi, come lo stop da parte della Corte di cassazione di una centrale già in corso di costruzione in valle del Mis: l’alveo del torrente è già devastato dal cemento e ora non si sa chi ripristinerà lo stato naturale di quel luogo.

Ma i predoni dell’acqua non si fermano e urge una iniziative legislativa per fermare questo assalto al patrimonio naturale sotto forma di ipersfruttamento idroelettrico o irriguo delle acque, senza fra l’altro che ai territori torni gran che di questo business spesso privato. In basso l’appello nazionale per la difesa dei fiumi lanciato nel mese scorso. Qui sotto anche una fotogallery della manifestazione di cui il podcast riporta il senso e le voci.

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APPELLO NAZIONALE PER LA SALVAGUARDIA DEI CORSI D’ACQUA DALL’ECCESSIVO SFRUTTAMENTO IDROELETTRICO

Sabato 15 novembre 2014 dalle ore 10 alle 12, presso la sala Kugy del Palazzo della Regione FVG a Udine, si svolgerà una conferenza stampa di presentazione dell'”APPELLO NAZIONALE PER LA SALVAGUARDIA DEI CORSI D’ACQUA DALL’ECCESSIVO SFRUTTAMENTO IDROELETTRICO“. Saranno presenti i rappresentanti delle associazioni (Legambiente, WWF, CAI, wilderness, Italia Nostra, ecc). e dei comitati locali di difesa territoriale.

Si riporta di seguito, e in allegato, il relativo comunicato stampa:

Comunicato Stampa – 9 Novembre 2014

Le associazioni ambientaliste chiedono uno stop alla costruzione di nuove centraline idroelettriche in tutta Italia

“Una grande rete di associazioni nazionali e locali, uno straordinario risultato raggiunto”. È quanto detto da Lucia Ruffato, presidente del Comitato bellunese Acqua Bene Comune, alla conferenza stampa di domenica 9 novembre al Centro civico di Sospirolo (BL).

L’obiettivo è quello della sottoscrizione, da parte di tutte le associazioni ambientaliste, più cento, fra associazioni culturali, tecnico-scientifiche e comitati di cittadini di tutta Italia, dell’appello nazionale (già presentato alla Camera dei deputati il 28 ottobre) “per la salvaguardia dei corsi d’acqua dall’eccesso di sfruttamento idroelettrico”.

Qual è la richiesta? «L’immediata sospensione del rilascio di nuove concessioni e autorizzazioni per impianti idroelettrici su acque superficiali, comprese quelle attualmente in istruttoria, e la revisione degli strumenti di incentivo, da mantenere solo per impianti che soddisfino davvero i requisiti di tutela e biodiversità dei corsi d’acqua», spiega Ruffato, precisando che l’appello si rivolge ai ministeri dello Sviluppo economico, dell’Ambiente, a Parlamento, Regione, Province di Trento e Bolzano e segretariato della convenzione delle Alpi.

«Un risultato che è però un ulteriore punto di partenza. Se pensiamo che in Italia ci sono 2000 domande pendenti di nuove concessioni e un centinaio a livello locale, c’è ancora lavoro da fare».

L’appello ha colto nel segno, a giudicare dal gran numero di associazioni che hanno fatto sentire la propria voce a Sospirolo: CIRF (Centro Italiano Riqualificazione Fluviale), WWF, Legambiente, Mountain Wilderness, CAI, Tam (Tutela Ambiente Montano), Federazione Bacini di pesca e canoisti, tutti hanno risposto all’appello contro l’eccessivo sfruttamento di fiumi, rii e torrenti.

A Sospirolo: luogo simbolo della devastazione ambientale a causa della derivazione idroelettrica non terminata dall’azienda Eva Valsabbia di Chicco Testa. Una storica sentenza della Cassazione (9/11/2012) bloccò i lavori nella valle del Mis e imponendo la bonifica del cantiere in un territorio a cavallo del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi.

In Friuli-Venezia Giulia la situazione è simile, meno del 10% dei corsi d’acqua è integro e conserva una naturalità assoluta. Per molti di essi sono state presentate in Regione richieste di concessione per sfruttamento idroelettrico, tra i principali esempi l’Arzino, il Resia e il Viellia. Le amministrazioni comunali di Tramonti di Sopra, Preone e Prato Carnico unite alle loro comunità stanno combattendo contro gli speculatori del Bene Comune Idrico sollecitando la Regione FVG a non permettere una simile speculazione.

Le associazioni ambientaliste della Regione sottolineano l’importanza di questo appello nazionale urlando a gran voce al Presidente della Regione Debora Serracchiani e all’Assessore all’Ambiente Sara Vito che tutelino quell’esiguo 10% di corsi d’acqua che non ha prelievi idrici e che provvedano alla stesura del Piano di Tutela delle Acque, prevedendo strumenti di protezione dei corsi d’acqua di pregio e modificando l’attuale definizione di Deflusso Minimo Vitale (DMV) per preservare la biologia fluviale.

Antonio Zambon, Club Alpino Italiano FVG

Emilio Gottardo, Legambiente FVG

Damiano Nonis, Mountain Wilderness FVG

Alessio Gambon, Assessore all’Ambiente Tramonti di Sopra (PN)

Dario Tosoni, Movimento Tutela Arzino

Anna Micelli, Comitato NO centralina idroelettrica Resia 2 Ponte Rop

Damiano Nonis
Referente regionale Mountain Wilderness Italia onlus

www.mountainwilderness.it

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