Mese: Dicembre 2014

Sulle creste fra Talvena e PeronSulle creste fra Talvena e Peron



Oggi la nostra escursione sui monti bellunesi ci porta verso le cime che sovrastano i paesi di Tisoi e di Barp, sul versante settentrionale della Valbelluna, nel gruppo della Schiara, al confine fra i territori comunali del capoluogo provinciale e di Sedico.

Si tratta di un percorso adatto solo a escursionisti esperti, perché presenta qualche tratto particolarmente ripido, richiede allenamento, buon senso dell’orientamento e capacità di individuare le tracce di sentiero.

Per i meno ardimentosi, segue una proposta alternativa che rappresenta una variante più facile rispetto al giro qui descritto.

Il nostro punto di partenza è il paesino di Giazzoi (565 slm): per chi viene da Belluno, dopo aver oltrepassato Tisoi, si prosegue un paio di chilometri in direzione Bolago e si incrocia il bivio a destra. Qui si potrà scegliere se parcheggiare (nei pressi della fermata del bus), allungando il cammino di almeno un’ora, oppure se salire ancora un po’ imboccando la stradina che sale ripida verso nord e poco dopo diventa sterrata (carrozzabile fino a quota 800 circa). Un’altra opzione è l’avvicinamento sulla carrareccia in sella alla mountain bike, che si dovrà poi lasciare attorno a quota 950, a Pian de Regnac, nei pressi di una diramazione su cui torneremo più avanti.

Proseguendo sulla strada silvo-pastorale, che sale parallela alla sinistra orografica del torrente Gresal, ci lasciamo sulla destra il bivio per casera Zoppa e Pian di Neve.

La mulattiera, segnavia Cai 510, sale lambendo il fianco occidentale della Talvena, cima a quota 1.534 caratterizzata dalle ampie praterie sommitali esposte a sud, panoramiche e ben soleggiate (questo vetta sarà la metà di un futuro itinerario di Bellunopop.it).

La nostra scelta per un percorso un po’ avventuroso ci porta a lasciare il segnavia 510 (che ritroveremo sulla via del ritorno) per seguire invece sulla destra un evidente sentiero non marcato che si alza in direzione nord-est portandoci rapidamente sotto le pareti nord-occidentali della Talvena, prima di spegnersi su un ripido pendio erboso che seguiremo a vista verso le creste soprastanti. In questo tratto, sconsigliato in presenza di molta neve, saranno utili in ogni caso i ramponi, per evitare il rischio di scivolare.

Ci troviamo, dopo circa un’ora di ascesa, sulle creste alle spalle della Talvena, a sud della Pala Alta e a est del monte Peron . Interessanti gli scorci panoramici da un lato, nello squarcio alla sinistra della Talvena, verso il monte Serva e la città di Belluno, dall’altro verso la Valbelluna, i monti della Sinistra Piave e la valle attraversata dal fiume.

Nei pressi della cresta, a quota 1.400 circa, aiutati nella salita da alberi e roccette, sotto la cima della Tesa, incroceremo il sentiero Cai 512 che sulla destra raggiunge, da nord verso sud, la vetta della Talvena e poi scende verso Bolzano Bellunese.

Noi lo imboccheremo invece verso sinistra, per scendere rapidamente fino alla mulattiera già percorsa all’inizio del cammino.

Il segnavia nella prima parte segue in discesa un traverso a tratti scomodo, su manto erboso, che può presentare qualche insidia, specie se reso scivoloso dall’acqua o dalla neve (non sarà un caso se il toponimo è “Lisse”): anche qui si riveleranno preziosi i ramponcini.

Dopo questa traversata su terreno aperto, il sentiero scende piuttosto ripidamente nel bosco rado, con graduale diminuzione della pendenza, fino al bivio con il segnavia 510 che ci riporterà verso il punto di partenza dopo circa due ore di escursione.

Un’alternativa semplice, per chi vuole evitare i tratti ripidi, è la salita fino alla panoramica chiesetta di San Giorgio (1.300 slm, vista a sud sulla Valbelluna) ed eventualmente all’omonima cima (1.355, vedute anche verso nord sull’Agordino), raggiungibile dal nostro punto di partenza seguendo sempre il segnavia 510 che poi gira a ovest verso Pian della Fraina, attraversa il torrente, e incrocia la mulattiera principale che sale da Pian dei Castaldi e dal paese di Barp (la imbocchiamo girando a destra), attraversando un inconfondibile arco costruito con pietre, oltre il quale il sentiero procede brevemente a tornanti (a sinistra per la chiesetta, rientro sulla via dell’andata).

Itinerario verificato il 4 dicembre 2014.

Riferimento topografico: carta Tabacco 1:25.000, foglio n° 024.

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Provincia, orizzonte nebulosoProvincia, orizzonte nebuloso

Belluno, veduta verso il monte Serva e il monte Schiara


Neanche il tempo di cominciare a riordinare le idee dopo la rinascita dell’ente provinciale, sia pure in verisone aleatoria e non elettiva, ed ecco che da Roma arriva un nuovo siluro. C’è grande preoccupazione per il destino della Provincia di Belluno, per gli effetti di quanto previsto nella legge di stabilità approvata venerdì notte con il voto di fiducia sul maxiemendamento governativo che incorpora l’intero testo della finanziaria. Sullo sfondo c’è la contestata riforma di questi enti appena entrata in vigore sulla base della cosiddetta legge Delrio.

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Documentario: veleni in TrentinoDocumentario: veleni in Trentino

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Andrea Tomasi e Jacopo Valenti.Anteprima mercoledì 17  dicembre,a Trento, al cinema Astra, alle 21, del documentario “Veleni in paradiso”, opera degli autori del libro “La farfalla avvelenata. Il Trentino che non ti aspetti”, Andrea Tomasi e Jacopo Valenti (intervistati anche a Voci dalle Dolomiti) che hanno indagato una serie di scandali legati all’inquinamento ambientale in valsugana e a Trento.

“Discariche di scorie industriali che rilasciano sostanze pericolose. Emissioni di diossine e microparticelle metalliche che si insidiano nel sangue e nei tessuti. Pesticidi in agricoltura. E i cittadini, organizzati nei comitati, costretti a fare tutto da soli, difendendo salute e ambiente, di fronte ad una politica spesso assente. Questo – e molto altro – è il documentario che racconta il lato nascosto del Trentino. Testimonianze dirette, rivelazioni di cittadini, medici ed esperti di nutrizione e contaminazione ambientale”, spiegano gli autori.

Aktre informazioni e aggiornamenti sulle prossime priezioni alla pagina Fb degli autori.

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Montagna, il bisogno di autonomiaMontagna, il bisogno di autonomia



Diego Cason [Bard]La montagna e l’importanza di forme di governo locale differenziate per questi territori complicati e a rischio spopolamento.

Ospite di Voci dalle Dolomiti il sociologo bellunese Diego Cason (esponente del movimento Bard, Belluno autonoma regione Dolomiti) esperto di problematiche della montagna e di sistemi politico-amministrativi autonomi. Uno sguardo particolare sarà riservato alla situazione bellunese, densa di insidie malgrado la ripartenza della Provincia dopo anni di commissariamento) e al rapporto con le vicine a statuto speciale Trento e Bolzano.

Una opzione cui alcuni lavorano è la nascita di una forte alleanza fra i territori alpini, per unire le forze e contrastare il rischio di diventare solo una impotente dépendance delle vaste aree di pianura a nord e a sud dell’arco montuoso. 

Quale progetto per dare a un territorio montano strumenti di autogoverno per affrontare con maggiori strumenti sociali la fase critica di trasformazione economica che segna gli anni della globalizzazione e della crisi.

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Crisi, democrazia e populismoCrisi, democrazia e populismo



La trasmissione andata in onda in Fm a Radiocooperativa (in Valbelluna e dintorni 98.750, 97.150 e 92.600 Mhz) il 14 ottobre 2014. “Dove va la democrazia?” era il tema della camminata partigiana che con un gruppo di amici abbiamo fatto a fine settembre sulle Vette Feltrine, nei pressi del rifugio Dal Piaz e della splendida Busa delle Vette, zona in cui nel 1944 era itnensa l’attività della grande brigata partigiana Garibaldi “Antonio Gramsci”.

lberto Castelli, ricercatore di storia delle dottrine politiche all’Università di Ferrara ha introdotto il dibattito con una breve relazione sul rapporto squilibrato fra potere economico e politica, sul successo dei nuovi populismi (i casi Renzi e Grillo dopo Berlusconi), sulle nuove tentazioni alla chiusure nazionaliste in tempo di crisi con l’affievolirsi della forza di un progetto federalista europeo che potrebbe, invece, rappresentare una prospettiva da contrappore al contesto attuale che genera una forte sofferenza sociale e ambientale.

Grazie a Roberto Solari per aver messo a disposizione di Voci dalle Dolomiti la registrazione audio dell’incontro.

PODCAST E FOTOGALLERY

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I migranti e noi: parla SchiavoneI migranti e noi: parla Schiavone



Voci dalle Dolomiti con l’intervista a cura di BellunoPiù a Gianfranco Schiavone dell’Associazione studi giuridici sull’immigrazione, che è stato a Belluno in novembre per la serata “Accoglienza, cittadinanza, diritti”.

L’esperto analizza una serie di questione di primo piano, dalla necessità di riorganizzare il sistema dell’accoglienza coinvolgendo meglio i Comuni, fino alel conseguenze tragiche e prevedibili dell’interruzione dell’operazione Mare Nostrum per il salvataggio dei migranti naufraghi nel Mediterraneo.

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Uniti per l’agricoltura biologicaUniti per l’agricoltura biologica



Grande successo, domenica 30 novembre 2014, per l’ormai tradizionale appuntamento bellunese con l’agricoltura biologica: «Chiamata a raccolto» ha visto sfilare al bocciodromo di Feltre circa cinquemila persone che hanno risposto all’invito del gruppo Coltivare condividendo. L’idea è «della biodiversità, delle le sementi antiche, del coltivare sano e sostenibile, dell’agricoltura relazionale». “Voci dalel Dolomiti” aveva intervistato Tiziano Fantinel, di Coltivare condividendo, in occasione di una precedente edizione: questo è il pdocast di quelk programma, registrato in un campo a Porcen di Seren del Grappa.

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In piazza contro il razzismoIn piazza contro il razzismo

Manifestazione antirazzista, Belluno, piazza Duomo, 1° novembre 2014


norazLa trasmissione andata in onda in Fm a Radio Cooperativa martedì 28 ottobre – come sempre alle 17.30 – si è occupata di diversi temi: in apertura, la presentazione della manifestazione in programma il 1° novembre alle 14.30 in piazza Duomo, “Belluno respinge il razzismo” per un territorio democratico, aperto e solidale è uno dei temi della puntata.

Il programma qui pubblicato si occupa anche di piste ciclabili, agricoltura biologica (aoountamento a Feltre il 30 novembre con “Chiamata a raccolto” promossa da Coltivare condividendo), del Linux Day con un’intervista sul free software e della rassegna sulla malattia mentale “Qualche passo” dell’associazione Blhyster.

Fotogallery e podcast

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