Riforma costituzionale e Resistenza

Podcast di “Voci dalle Dolomiti” andato in onda in Fm a Radio Cooperativa martedì 17 marzo 2015: in apertura il ricordo della strage nazista del 17 marzo 1945 in piazza Campedel (poi denominata dei Martiri) a Belluno. Furono impiccati dagli occupatori tedeschi quattro partigiani ai lampioni sul “liston”. Si trattò dell’ennesimo orrore, in un clima di terrore, fra uccisioni (anche di civili inermi) e incendi di case nei paesi e di fienili nelle campagne.
Nella seconda parte della trasmissione, un approfondimento per indagare le connessioni tra le vicende locali di mortificazione delle dinamiche democratiche locale (come il commissariamento, prima, e la creazione, poi, di una Provincia non eletta dai cittadini) e il disegno di (contro) riforma della Costituzione voluto dal governo Renzi e fin qui votato quasi compattamente dal suo Pd.

Hanno votato anche comprese le cosiddette “minoranze” Pd che – salvo rare eccezioni – ritengono che nemmeno sulla Carta fondamentale della Repubblica le ragioni di merito e di coscienza debbano prevalere sulla Ragion di partito (adesso pare che i bersaniani si accontenteranno di un aggiustamento della legge elettorale, come se lo scandalo primo non fosse il ridisegno centralista e in fondo autoritario della legge fondativa.
Via i poteri locali grazie alla clausola di supremazia dello Stato; Parlamento di fatto monocamerale e suddito del partito che nelle urne sempre più deserte otterrà un abnorme premio di maggioranza; mano libera al governo con un presidente del consiglio che incassa una delega in bianco e poi fa ciò che crede per cinque anni, cosa peraltro che in questi mesi è già realtà, salvo la delega che il premier Renzi non ha mai ottenuto dall’elettorato.
Per approfondire la materia vengono proposti – grazie all’archivio di Radio Radicale – alcuni degli interventi svoltisi nell’assemblea dell’Associazione per la democrazia costituzionale: ascolteremo Domenico Gallo, presidente dell’Associazione per la democrazia costituzionale; Alfiero Grandi, presidente dell’Associazione per il rinnovamento della sinistra; Massimo Villone, ordinario di diritto costituzionale all’Università Federico II di Napoli; Alessandro Pace, presidente dell’Associazione italiana dei costituzionalisti.

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