Resistenza e autonomia alpina

“Voci dalle Dolomiti” andata in onda il 28 apriel 2015, in Fm, a Radio Cooperativa. In scaletta, un’altra pagina dedicata alla lotta di Liberazione: un’analisi, affidata a studiosi e a testimoni dell’epoca, del ruolo avuto dal clero durante l’occupazione nazista delle tre province dolomitiche di Bolzano, Belluno e Trento, che dopo l’8 settembre 1943 furono annesse nella nuova entità amministrativa denominata Zona di operazioni delle Prealpi, controllata dai vertici del nazismo tirolese e afferente al Terzo Reich. Fra le voci che si possono ascoltare, quelle degli storici Gerald Steinacher, austriaco, e Leopold Steurer, sudtirolese, della partigiana bellunese Ester Riposi e del deportato feltrino Gianni Faronato.

Nella seconda parte del programma, una conversazione con il costituzionalista Daniele Trabucco, che fa il punto della situazione istituzionale bellunese, dopo l’entrata in vigore della legge nazionale di riforma delle Province. Il deficit di strumenti di autogoverno si è aggravato, la Regione non attua la legge che prevede il trasferimento a Belluno della potestà su una serie importante di materie (come agricoltura, attività produttive, turismo, energia) e i vari tentativi di smuovere la situazione utilizzando i referendum costituzionali per il passaggio di comuni dal Veneto al Trentino Alto Adige, pur non avendo sortito effetti formali, hanno raggiunto in parte l’obiettivo di alzare il tono della lotta politica nella speranza che il legislatore nazionale si faccia finalmente carico in modo organico delle difficoltà gravi che vivono i territori alpini privi dello Statuto speciale di cui godono le aree autonome confinanti.

In proposito, nel corso della trasmissione si dà anche conto dell’intesa elettorale siglata dal movimento Belluno autonoma Regione Dolomiti (Bard) e dal Partito democratico: il sostegno alla candidata Alessandra Moretti ha quale contro partita l’ìimpegno ufficiale del Pd nazionale a dar corso a un’iniziativa legislativa per una forma speciale di autogoverno. I candidati del movimento Belluno autonoma Regione Dolomiti saranno presenti nella lista Veneto civico, al fianco della ex deputata vicentina, oggi europarlamentare: sono Alessandra Buzzo, sindaco di Santo Stefano di Cadore, comune nel cuore delle Dolomiti orientali, confinante con l’Austria; l’agordino Danilo Marmolada, vicepresidente del Bard e presidente della Federazione bellunese tra le unioni culturali dei ladini dolomitici; il feltrino, ex Pd, Andrea Bona, da tempo figura di primo piano del movimento autonomista.

Il punto principale dell’accordo Bard-Pd impegna in sostanza il governo Renzi a restituire ai cittadini bellunesi il diritto di eleggere direttamente consiglieri e presidente provinciale, un passaggio ritenuto fondamentale per poter poi costruire una forma di autonomia che passerebbe per ora per il dovuto (per legge) trasferimento delle deleghe da Venezia a Belluno (punto sul quale a sua volta si è impegnata anche la candidata Moretti).

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