Regionali: Reolon, il Bard e il bus

Curiosamente se la prende con gli autonomisti del movimento Bard, l’ex consigliere regionale del Pd Sergio Reolon, che risulta non rieletto alle elezioni del 31 maggio scorso (ma la confusione interpretativa della legge differisce l’ufficializzazione dei seggi).

In un’intervista Reolon rivela la sua profonda contrarietà all’accordo che la candidata del centrosinistra Alessandra Moretti e il partito democratico nazionale avevano siglato con Belluno autonoma Regione Dolomiti, che in cambio del sostegno all’esponente Pd ha ottenuto nientemeno che l’impegno del governo a favorire il rapido via libera a un ddl per l’autogoverno del territorio dolomitico, a cominciare dall’agognato ripristino dell’elezione diretta del consiglio e del presidente della Provincia. Condizione, quest’ultima, ritenuta essenziale (da tutti?) per dotarsi di un assetto istituzionale idoneo a fare da fondamenta per la costruzione di una forma di autonomia. Noi di certo la riteniamo necessaria, sia pure non sufficiente, per aprire concretamente una fase costituente che riconosca finalmente alle comunità alpine bellunesi il diritto di adottare politiche pubbliche secondo le esigenze reali di un territorio montano, fin qui  mortificato dai decisori regionali e da processi preoccupanti di omologazione e colonizzazione.

Per ragioni che ci paiono di assai ardua comprensione, peraltro non esplicitate nell’articolo in questione, ora l’ex consigliere, ex presidente della Provincia (fu sconfitto nell’ultima tornata elettorale, nel giugno 2009, prima della “involuzione” dell’ente), si scaglia contro il Bard, reo a suo dire di aver «usato il Pd come un autobus».

Punti di vista di un consigliere non rieletto.

A guardar bene, tuttavia, l’autobus elettorale pare piuttosto averlo preso il Pd, considerato – fra l’altro – che l’accordo con il Bard ha contribuito a una performance della candidata Moretti assai migliore, in provincia di Belluno, rispetto al dato regionale: 28% contro il 22%. Il quasi 4% provinciale della lista Veneto Civico, che ospitava anche i tre candidati del Bard, con risultati a doppia cifra nelle vallate dolomitiche, si era tradotto in una prima attribuzione dei seggi che dava per eletta la candidata autonomista Alessandra Buzzo, sindaco di Santo Stefano di Cadore, come uno dei due soli consiglieri (su 50!) spettanti a Belluno.

Poi, la Corte d’appello ha modificato per ben due volte il quadro dell’attribuzione dei seggi e al momento il Bard, malgrado l’elevata concentrazione di voti nel territorio dolomitico, risulta senza rappresentanza e entrambi i consiglieri eletti sarebbero della Lega Nord. Il Bard in proposito ha chiesto chiarezza e ha già annunciato un ricorso al Tar.

Ecco, infine, la nota degli autonomisti bellunesi in replica all’attacco sferrato agli alleati del suo stesso partito da Sergio Reolon, in passato esponente della Margherita e in precedenza funzionario e segretario del Pci, che in consiglio provinciale fu eletto la prima volta nel 1980.

“Se il BARD fosse un partito, non avrebbe avuto bisogno di una lista civica esterna in cui essere ospitato, invece, è stato necessario farlo, perché la legge elettorale veneta (votata anche da Reolon), impedisce alle liste di presentarsi in un solo collegio. La politica è fatta di mediazione e compromessi, se si vogliono raggiungere obiettivi sarebbe stata comunque necessario un interlocutore nazionale con cui collaborare.
É invece paradossale che il candidato Reolon agisca contro le decisioni prese dal suo partito, mettendo a rischio la prospettiva di portare a casa risultati per il territorio che, nelle condizioni in cui siamo, è l’unica cosa che conta. L’accordo prevede il ritorno alla elettività diretta del consiglio provinciale e del suo Presidente, per ridare dignità a delle comunità sottorappresentate e fragili. Al posto di seminare zizzania, l’ex consigliere regionale potrebbe fare la sua parte, noi siamo sempre disponibili al dialogo. Al momento l’iter legislativo sta procedendo in Parlamento grazie all’aiuto dei deputati Demenech, Dellai e Alfreider.
Auspichiamo, inoltre, che sia al più presto chiarita la nomina dei consiglieri regionali, il cui primo nome fatto era stato quello della nostra candidata Alessandra Buzzo. Non siamo il capro espiatorio per altri e le beghe di partito le lasciamo all’ex Consigliere Reolon; il PD farà le proprie riflessioni in seguito alla sconfitta elettorale per suo conto, senza tirare il ballo il BARD, che la propria campagna elettorale l’ha fatta al meglio delle proprie ridotte possibilità, ottenendo anche l’elezione di un proprio Consigliere. E tale sarebbe stato il risultato elettorale, se Reolon e altri, non avessero impropriamente esercitato pressioni sull’Ufficio elettorale regionale inviando memorie per suggerire un’interpretazione della legge piuttosto di un’altra. Si comprende – concludono dal BARD – come sia sgradevole perdere una competizione elettorale ma è ancora più sgradevole dare sempre la colpa a qualcun altro”.
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