Prosegue in questi mesi la lavorazione per il film indipendente di Zenone Sovilla "Il sentiero sotto la neve", un viaggio nelle drammatiche vicende vissute dalla provincia di Belluno (e dintorni) durante l'occupazione nazista dal settembre 1943 al maggio 1945.
Le voci di chi c'era, partigiani e non, e quelle di una serie di studiosi di primo piano, per riaprire una pagina dolorosa ma importante e per illuminare anche le aree buie della rimozione (come il collaborazionismo in Trentino e in Sudtirolo o la bassa propaganda per screditare l'intero movimento della Resistenza).
Tentare di rimettere a fuoco quelle memorie non solo come esercizio di rispetto per il sacrificio di chi ha lottato nel nome di un'idea di libertà, ma anche per non dimenticare che le ideologie del'odio etnico, del razzismo e del totalitarismo sono un rischio attuale: comprendere le scelte giuste e quelle sbagliate di settant'anni fa può auitarci a non ripetere gli stessi, tragici errori.
"Il sentiero sotto la neve" è un progetto che prevede la realizzazione dell'omonimo film (un'opera di nmarrativa basata anche sulle decine di interviste svolte dall'autore) ma anche la creazione di un grande archivio audiovisivo che conterrà tutte le testimonianze raccolte nella fase preparatorio per la scrittura della sceneggiatura: in tutto una trentina di ore di videotestimonianze.
Il film al momento non ha sostenitori finanziari, finora le spese sono state sostenute direttamente dall'autore ma, anche in vista della dispendiosa post-produzione, nel 2012, ogni contributo è più che gradito.