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La sfida dell’agricoltura in montagna: il convegno CiaLa sfida dell’agricoltura in montagna: il convegno Cia



Ecco il podcast di Voci dalle Dolomiti trasmessa in Fm e streaming a Radio Cooperativa il 7 e il 14 gennaio 2020. Grazie alla collaborazione della Confederazione italiana agricoltori (Cia) del Trentino abbiamo potuto proporre una selezione degli interventi svoltisi al convegno “Reddito, cooperazione, ambiente. Quali prospettive per gli agricoltori di montagna?”, che la nota associazione di categoria ha organizzato il 2 dicembre 2019 a Mezzocorona (Trento).
Sono intervenuti (l’eventuale A fra parentesi indica la presenza in questo podcast) : Paolo Calovi, presidente Cia-Agricoltori italiani del Trentino (A); Giulia Zanotelli, assessore all’agricoltura della Provincia autonoma di Trento; Giovanni Bort, presidente della Camera di commercio (A); Andrea Segrè, presidente della fondazione Edmund Mach (A); Claudio Mazzini, responsabile commerciale settore freschissimi di Coop Italia (A); Giuliano Poletti, già ministro del lavoro e ex presidente dell’Alleanza cooperative italiane; Marina Mattarei, presidente della Federazione trentina della cooperazione.
Altri interventi e il dibattito saranno trasmessi nel programma Voci dalle Dolomiti del 21 gennaio.

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Le foreste dolomitiche dopo la tempesta Vaia: il convegno (1)Le foreste dolomitiche dopo la tempesta Vaia: il convegno (1)



Ecco il podcast di Voci dalle Dolomiti andata in onda martedì 19 marzo a Radio Cooperativa. Sono state proposte alcune delle registrazioni di interventi svolti al convegno “La tempesta Vaia. Disastro o opportunità per le foreste del Nord-Est?”, organizzato a Belluno dalla fondazione Giovanni Angelini – Centro studi sulla montagna, che – come gli altri promotori – merita un caloroso ringraziamento per questa importante iniziativa. Fra gli altri organizzatori figurano il Comune di Belluno; il Dipartimento territorio e sistemi agroforestali (Tesaf) dell’Università degli studi di Padova; la fondazione Teatri delle Dolomiti e la Società italiana di selvicoltura ed ecologia forestale.

Questa è la prima parte degli interventi, la seconda è stata trasmessa la settimana dopo ed è disponibile qui.

“Il convegno dell’8 febbraio scorso – spiega la fondazione bellunese nel suo sito Web – è stata una vera occasione di confronto sulla tempesta Vaia, oltre che sul futuro incerto dei boschi e dell’economia forestale italiana.

Oltre a fare il punto sulle stime dei danni provocati da VAIA, con riflessioni su paesaggio e valori naturalistici dopo la tempesta e considerazioni sui sistemi di utilizzazione del legname danneggiato, si è parlato di pianificazione forestale e analisi dei rischi, di strategie di conservazione per la trasformazione tecnologica e di sfide dei cambiamenti climatici futuri per l’adattamento delle foreste colpite, anche con il proposito che Vaia possa diventare una vera lezione per una «distruzione creativa»”.

Nelle pagine online della fondazione Angelini sono disponibili i video di tutti gli interventi svolti al convegno, che si è tenuto al teatro Comunale.

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Autostrada sulle Dolomiti, un incubo ricorrente in campagna elettorale. Ma sarebbe ora di smetterla…Autostrada sulle Dolomiti, un incubo ricorrente in campagna elettorale. Ma sarebbe ora di smetterla…



Mentre si attendono gli sviluppi concreti del progetto per prolungare la ferrovia dal Cadore alla Pusteria e mentre in tutta Europa l’inverno è segnato anche quest’anno dagli allarmi per l’aria irrespirabile nelle città soffocate dal traffico (diesel e non), in Veneto c’è ancora chi agita in campagna elettorale il mito anacronistico e falso dell’autostrada dentro le Dolomiti (la A27 da allungare dal Bellunese fino in Austria).
Di seguito il comunicato di alcune associazioni che si sono mobilitate di nuovo per ribadire il no a queste visioni proiettate nel passato, che rispolverano progetti antistorici e negativi per il nostro territorio montano.

IL COMUNICATO

Puntualmente, a cicli continui, riemerge, ancora una volta, il leit motiv del prolungamento dell’A27. Ancora una volta riproponendo l’autostrada come la soluzione a tutti i problemi del Bellunese, ancora una volta dietro la spinta di forze economiche con interessi estranei alle comunità di montagna, ancora una volta da parte di forze politiche che nel loro agire non hanno mostrato alcuna attenzione per le difficoltà di chi vive e opera nelle terre alte, ancora una volta, e con più vigore, in campagna elettorale e ancora una volta ipocritamente ignorando che gli accordi internazionali impediscono questo tipo di “sfondamento a nord”.

Per evitare lo spopolamento, le genti di montagna devono poter avere opportunità pari a quelle delle genti di pianura in tema di servizi pubblici, scuola/formazione, sanità (gli abitanti dell’alta valle del Piave devono fare dai 100 ai 270 km per usufruire della maggioranza delle prestazioni erogate dall’ULSS di appartenenza); trasporti pubblici efficienti, assistenza agli anziani, perequazioni per il maggior costo della vita, sostegno per la difesa del suolo (i tre quarti delle aree franose dell’intera regione si trovano nel Bellunese) e nel rispetto dell’incontestabile pregio ambientale (metà del territorio provinciale è classificato Zona di Protezione Speciale e metà delle Dolomiti patrimonio Unesco sono contenute nei confini bellunesi).

Di certo gli abitanti delle terre alte non sentono il bisogno di trasformare le loro strette e fragili valli in un corridoio di traffico su gomma nell’interesse delle lobby del cemento e della finanza ma non certamente di questa provincia e dei territori che dovranno sopportarne le conseguenze. Sentono invece la necessità di avere maggior peso politico a loro tutela, e questo non può dipendere esclusivamente dalla demografia, ma deve tener conto delle specificità della montagna, del suo patrimonio storico e culturale, delle tante sue potenzialità e, non ultimo, della sua importanza come presidio a difesa e protezione della pianura.

L’unità delle popolazioni di queste periferie va posta come obiettivo, per raggiungere una massa contrattuale che sostenga la ricerca di soluzioni alle criticità menzionate e contrasti le ricorrenti iniziative che, come “lo sfondamento a nord”, sono a servizio di interessi estranei che danneggiano e indeboliscono le comunità su cui vengono calate. Occorre cambiare registro o, come affermiamo da anni, occorre muoversi “Per altre strade“.

27 febbraio 2018

Associazioni firmatarie:

CIPRA Italia
Comitato Peraltrestrade Carnia-Cadore
WWF O.A. Terre del Piave	
Mountain Wilderness				
Italia Nostra sezione di Belluno
LIBERA Nomi e Numeri contro le mafie	
Ecoistituto Veneto “Alex Langer”
Gruppo Promotore Parco del Cadore



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Il Bard: la montagna dice no al referendum costituzionale che penalizza territori già deboliIl Bard: la montagna dice no al referendum costituzionale che penalizza territori già deboli



[Riceviamo dal movimento Belluno autonoma Regione Dolomiti e volentieri pubblichiamo]
“Le montagne per il sì? Forse quelle ancora più tutelate dalla riforma… La montagna vera, quella che ogni giorno si vede togliere servizi e vede partire i suoi figli perché non può garantire loro un futuro è una, unita e compatta, e farà sentire il suo “no” il 4 dicembre”.

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Agricoltura, le Alpi chiamano la UeAgricoltura, le Alpi chiamano la Ue



Puntata di Voci dalle Dolomiti andata in onda a Radio Cooperativa martedì 24 marzo 2015. In programma una conversazione con la giornalista di Feltre Francesca Valente, che ha partecipato a un incontro sull’agricoltura nell’area alpina, promosso a Strasburgo dall’europarlamentare sudtirolese Herbert Dorfmann.
Uno dei temi affrontati è la fine del sistema delle quote latte e il conseguente rischio che allevamento e sistema lattiero-caseario delle zone di montagna siano travolti dalla concorrenza delle produzioni a basso costo delle grandi realtà di pianura.
Resta inspiegabile l’assenza a questo summit alpino di rappresentanti istituzionali della Provincia di Belluno.
E oggi si parlerà anche della situazione istituzionale bellunese, con la Regione Veneto che ancora non trasferisce alla Provincia le competenze: secondo la legge dell’agosto 2014 era tenuta a farlo entro il mese scorso…
Radio Cooperativa si ascolta in Fm anche in Valbelluna sulle frequenze dei 97.200 e 98.750 Mhz. 

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Provincia, orizzonte nebulosoProvincia, orizzonte nebuloso

Belluno, veduta verso il monte Serva e il monte Schiara


Neanche il tempo di cominciare a riordinare le idee dopo la rinascita dell’ente provinciale, sia pure in verisone aleatoria e non elettiva, ed ecco che da Roma arriva un nuovo siluro. C’è grande preoccupazione per il destino della Provincia di Belluno, per gli effetti di quanto previsto nella legge di stabilità approvata venerdì notte con il voto di fiducia sul maxiemendamento governativo che incorpora l’intero testo della finanziaria. Sullo sfondo c’è la contestata riforma di questi enti appena entrata in vigore sulla base della cosiddetta legge Delrio.

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