Tag: bolzano bellunese

Tempesta Vaia: recupero dei boschi e condizione della fauna selvaticaTempesta Vaia: recupero dei boschi e condizione della fauna selvatica



La condizione dei boschi e della fauna selvatica a oltre quattro mesi dalla tempesta Vaia che ha travolto le Dolomiti. È stata la pagina principale di Voci dalle Dolomiti, trasmesso il 12 marzo 2019 a Radio Cooperativa.
Nella seconda parte si parlerà della Resistenza nel Bellunese durante l’occupazione nazista e si rievocheranno in particolare alcuni episodi tragici quale l’impiccagione di dieci partigiani al Bosco delle Castagne, il 10 marzo 1945.

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Sui sentieri della CostituzioneSui sentieri della Costituzione



Ecco il podcast di “Voci dalle Dolomiti” trasmesso martedì 4 settembre 2018 in Fm a Radio Cooperativa.
Ascolteremo il dibattito sullo stato della democrazia e sulle derive populiste e demagogiche in corso.
Analisi e proposte nel corso della “Camminata partigiana sui sentieri della Costituzione”, una passeggiata tra le frazioni bellunesi di Tisoi e di Bolzano, con tappa alla casera Tovena, dove i partecipanti sono stati ospiti del comitato usi civici di Bolzano bellunese e di Vezzano.

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Violenza nazista e Resistenza bellunese: le testimonianzeViolenza nazista e Resistenza bellunese: le testimonianze



La memoria della Resistenza durante l’occupazione nazista nel Bellunese è al centro della puntata di Voci dalle Dolomiti andata in onda il 23 gennaio 2018 a Radio Cooperativa: in programma letture, testimonianze, interviste, ecco il podcast.

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Resistenza anche contro i pesticidiResistenza anche contro i pesticidi



Podacast di Voci dalle Dolomiti andata in onda il 3 maggio 2016 in Fm e in streaming a Radio Cooperativa torna Voci dalle Dolomiti.

Nel programma le testimonianze sul periodo di occupazione nazista raccolte il 25 aprile scorso, nell’evento svoltosi a Bolzano Bellunese.

La parte principale del programma è dedicata invece alle voci di alcuni rappresentanti della campagna Liberi dai veleni, che sostiene un’agricoltura sana e contrasta l’impianto in provincia di colture intensive che fanno largo uso di fitofarmaci e pesticidi.

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Liberazione e nuove resistenzeLiberazione e nuove resistenze



Podcast di “Voci dalle Dolomiti” andato in onda in Fm a Radio Cooperativa il 12 maggio 2015.

In programma una conversazione con Renzo Guglielmino, testimone e studioso della Resistenza, in particolare a Bolzano Bellunese e nella valle dell’Ardo. Una serie di ricordi attraverso un filo conduttore che passa anche per i luoghi dei partigiani e dei rastrellamenti nazisti, per restituirci un’immagine della vita nella Belluno del periodo 1943-1945, scossa dall’occupazione e dalla violenza.

In scaletta anche un’intervista con Lorenzo Bogo della Casa dei beni comuni di Belluno, registrata nel corso dell’incontro svoltosi dieci giorni fa nella ex caserma Piave, dove è in corso il recupero di un settore destinato a diventar eun nuovo centro di aggregazione, uno spazio di democrazia e cultura aperto a tutti.

Nel corso della giornata (documentata in questo breve video) si è svolto anche un laboratorio agricolo di permacoltura e sono proseguiti alcuni degli interventi di sistemazione della sezione assegnata alla Casa dei beni comuni.

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Due dei dieci partigiani impiccati dai nazisti al Bosco delle Castagne, sulle colline a nord di Belluno, il 10 marzo 1945

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Sulle creste fra Talvena e PeronSulle creste fra Talvena e Peron



Oggi la nostra escursione sui monti bellunesi ci porta verso le cime che sovrastano i paesi di Tisoi e di Barp, sul versante settentrionale della Valbelluna, nel gruppo della Schiara, al confine fra i territori comunali del capoluogo provinciale e di Sedico.

Si tratta di un percorso adatto solo a escursionisti esperti, perché presenta qualche tratto particolarmente ripido, richiede allenamento, buon senso dell’orientamento e capacità di individuare le tracce di sentiero.

Per i meno ardimentosi, segue una proposta alternativa che rappresenta una variante più facile rispetto al giro qui descritto.

Il nostro punto di partenza è il paesino di Giazzoi (565 slm): per chi viene da Belluno, dopo aver oltrepassato Tisoi, si prosegue un paio di chilometri in direzione Bolago e si incrocia il bivio a destra. Qui si potrà scegliere se parcheggiare (nei pressi della fermata del bus), allungando il cammino di almeno un’ora, oppure se salire ancora un po’ imboccando la stradina che sale ripida verso nord e poco dopo diventa sterrata (carrozzabile fino a quota 800 circa). Un’altra opzione è l’avvicinamento sulla carrareccia in sella alla mountain bike, che si dovrà poi lasciare attorno a quota 950, a Pian de Regnac, nei pressi di una diramazione su cui torneremo più avanti.

Proseguendo sulla strada silvo-pastorale, che sale parallela alla sinistra orografica del torrente Gresal, ci lasciamo sulla destra il bivio per casera Zoppa e Pian di Neve.

La mulattiera, segnavia Cai 510, sale lambendo il fianco occidentale della Talvena, cima a quota 1.534 caratterizzata dalle ampie praterie sommitali esposte a sud, panoramiche e ben soleggiate (questo vetta sarà la metà di un futuro itinerario di Bellunopop.it).

La nostra scelta per un percorso un po’ avventuroso ci porta a lasciare il segnavia 510 (che ritroveremo sulla via del ritorno) per seguire invece sulla destra un evidente sentiero non marcato che si alza in direzione nord-est portandoci rapidamente sotto le pareti nord-occidentali della Talvena, prima di spegnersi su un ripido pendio erboso che seguiremo a vista verso le creste soprastanti. In questo tratto, sconsigliato in presenza di molta neve, saranno utili in ogni caso i ramponi, per evitare il rischio di scivolare.

Ci troviamo, dopo circa un’ora di ascesa, sulle creste alle spalle della Talvena, a sud della Pala Alta e a est del monte Peron . Interessanti gli scorci panoramici da un lato, nello squarcio alla sinistra della Talvena, verso il monte Serva e la città di Belluno, dall’altro verso la Valbelluna, i monti della Sinistra Piave e la valle attraversata dal fiume.

Nei pressi della cresta, a quota 1.400 circa, aiutati nella salita da alberi e roccette, sotto la cima della Tesa, incroceremo il sentiero Cai 512 che sulla destra raggiunge, da nord verso sud, la vetta della Talvena e poi scende verso Bolzano Bellunese.

Noi lo imboccheremo invece verso sinistra, per scendere rapidamente fino alla mulattiera già percorsa all’inizio del cammino.

Il segnavia nella prima parte segue in discesa un traverso a tratti scomodo, su manto erboso, che può presentare qualche insidia, specie se reso scivoloso dall’acqua o dalla neve (non sarà un caso se il toponimo è “Lisse”): anche qui si riveleranno preziosi i ramponcini.

Dopo questa traversata su terreno aperto, il sentiero scende piuttosto ripidamente nel bosco rado, con graduale diminuzione della pendenza, fino al bivio con il segnavia 510 che ci riporterà verso il punto di partenza dopo circa due ore di escursione.

Un’alternativa semplice, per chi vuole evitare i tratti ripidi, è la salita fino alla panoramica chiesetta di San Giorgio (1.300 slm, vista a sud sulla Valbelluna) ed eventualmente all’omonima cima (1.355, vedute anche verso nord sull’Agordino), raggiungibile dal nostro punto di partenza seguendo sempre il segnavia 510 che poi gira a ovest verso Pian della Fraina, attraversa il torrente, e incrocia la mulattiera principale che sale da Pian dei Castaldi e dal paese di Barp (la imbocchiamo girando a destra), attraversando un inconfondibile arco costruito con pietre, oltre il quale il sentiero procede brevemente a tornanti (a sinistra per la chiesetta, rientro sulla via dell’andata).

Itinerario verificato il 4 dicembre 2014.

Riferimento topografico: carta Tabacco 1:25.000, foglio n° 024.

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